Talenti in giro per il mondo: Cristian Battocchio

Nonostante sia, forse, un po’ troppo “anziano” per questa rubrica, il diez della Nazionale Italiana Under-21, nonchè del Watford neopromosso in Premier League, merita sicuramente uno spazio in cui si parli delle sue finissime doti balistiche e delle sue precise incursioni nell’area d’attacco.

La difficile questione del ruolo

Gli allenatori del giovane italo-argentino si sono sempre chiesti che ruolo potesse avere questo ragazzo. In effetti, è stato provato un po’ in tutte le salse. Al Watford era spesso posizionato sulla trequarti, ad Entella è stato abbassato a mezzala, nel 4-3-3 della squadra ligure, in Nazionale mister Di Biagio lo ha persino provato come ala d’attacco. Le sue virtuose capacità d’inserimento, ammirate nei 2 anni con gli Hornets lo rendono papabile come mezzala aggressiva che ama sfilare nell’intercapedine tra attacco e difesa. Nell’anno passato in prestito nella Virtus Entella, invece, ha subito troppo il suo abbassamento a centrocampo -del resto, era stato inserito in un ambiente difficile, quello della squadra esordiente in un campionato nuovo e duro- ed ha finito, inevitabilmente, col far calare eccessivamente il suo rendimento, purtuttavia ricuperando il posto da titolare al termine della stagione. Un infortunio aveva, poi, penalizzato la sua stagione in maniera non indifferente. In Nazionale, la sua progressione palla al piede e la sua capacità di saltare, con efficacia ed eleganza, l’avversario avevano letteralmente conquistato il selezionatore dell’Under-21, Luigi Di Biagio, che lo ha posizionato come ala d’attacco nel 4-2-4 delle qualificazioni ad Euro U21 2015, come esterno alto di centrocampo nel 4-4-2 e infine come ala nel 4-3-3 della fase a gironi di suddetto Europeo.

Tecnica e testa

Battocchio combina la classe e la frenesia del calcio argentino -è oriundo, di Rosario- con l’intelligenza tattica del calcio tipicamente italiano. La qualità che risulta più evidente di questo ragazzino appena ventitreenne è la capacità innata di leggere gli spazi. Quando partecipa alla manovra d’attacco, si dimostra non solo ottimo assistman, ma un rifinitore vero e proprio, tanto da essere il miglior partner per l’attaccante, nonchè capitano, del Watford, ovvero Troy Deeney. Il diez ama gettarsi in campo aperto, nel tentativo di cogliere impreparata la difesa avversaria, ma ha bisogno di metri per eccellere, visto che spalle alla porta, che è, poi, il lavoro del trequartista, il suo potenziale si riduce. Ecco perchè Battocchio somiglia più ad una mezzala, oppure ad un’ala vera e propria. In realtà, il ragazzo ha abbastanza classe per poter giocare bene anche nel ruolo di seconda punta, visto che in quel ruolo servono libertà e creatività. La fantasia, che nei sudamericani pare una dote davvero innata, in Battocchio non è mai forzata o fine a sè stessa, anzi: il fantasista italo-argentino ama la giocata decisiva, quella che serve a creare superiorità negli ultimi 20 metri di campo. Quando può partire, soprattutto in contropiede, il ragazzo mette in mostra una progressione frenetica e piacevole, oltre che un comparto di finte, soprattutto di corpo, davvero interessanti. La sfrontatezza con cui affronta il suo diretto avversario è sintomo della sua intraprendenza e della sua voglia di cercare anche la finalizzazione. Peccato che abbia concluso poche volte a rete: nel Watford ha segnato appena 6 gol in due anni; nella Virtus Entella non ha segnato mai. Tuttavia, il talento c’è, ed un ritorno a Watford potrebbe essere propedeutico per la crescita del giocatore. La Premier League, infatti, è un campionato frenetico e con ampi spazi in campo, nella quale chi è veloce -e tecnico- eccelle quasi sicuramente.

Personalità: downloading 30%…

Il difetto maggiore del diez è certamente la sua poca personalità: come la maggior parte dei giocatori sudamericani, è piuttosto remissivo, ed ancora non è diventato uomo-squadra. Il Watford aveva tentato di fargli crescere consapevolezza proprio nel prestito in un campionato come la Serie B, dove avrebbe avuto forse più spazio. Invece, purtroppo, questo spazio non gli è stato concesso, nè lui ha lavorato con la squadra in modo tale da costruirselo. 30 presenze su 44 partite dimostrano la poca fiducia accordatagli. Soprattutto, l’assenza totale di gol ha definitivamente affondato l’intera stagione in terra ligure. Le cause possono essere tante: la Serie B è un campionato molto duro, in cui è difficile trovare spazi per sviluppare manovre veloci ed esaltanti. Altro dettaglio da non sottovalutare era il basso tasso tecnico della squadra: Battocchio veniva da una stagione, in Inghilterra, nella quale aveva sfiorato, col Watford, la promozione in Premier League, sfuggita solo nella finale contro il Crystal Palace. Aveva contribuito con 4 gol in 35 partite, non male per un giovane centrocampista. La squadra era piuttosto forte: aveva un buon finalizzatore, Troy Deeney; alle sue spalle, vi era un fantasista con una buona fantasia, nonchè tecnica come Forestieri. In Liguria, invece, era finito in una squadra neopromossa in cadetteria, alla sua prima esperienza assoluta. La squadra si appoggiava fin troppo su attaccanti ormai rodati dalla categoria, come Cutolo e Sforzini, ma il resto di essa non era assolutamente al livello del Watford. Difficile, per un ventiduenne, prendere in mano il centrocampo della squadra, impossibile -o quasi- diventarne protagonista. In difesa, non rende al massimo delle sue capacità, viste le sue naturali propensioni offensive.

La scelta più ovvia per la sua squadra sarebbe quella di tenerlo per la prossima stagione in Premier League; serviranno corsa e talento per sopravvivere al primo anno in mezzo ai lupi, ed a Battocchio tali caratteristiche non mancano. Si deve considerare, però, che l’oriundo si ritroverà a combattere per una maglia da titolare con molti giocatori che hanno quasi le sue stesse caratteristiche, ed hanno contribuito in modo decisivo per la promozione nella massima serie. Nel suo ruolo, gli avversari sono piuttosto scomodi: Fernando Forestieri, italo-argentino come lui, che ha quasi le sue stesse caratteristiche, e Matej Vydra, più attaccante che centrocampista, prolifico e con più esperienza in Premier League (in quanto ha giocato col West Bromwich Albion per la stagione 2013-2014). Non sarebbe da escludere, però, un ulteriore permanenza in Italia, stavolta alla corte di Stefano Colantuono. Nel sistema di gioco dell’allenatore romano, il 4-4-1-1, il ruolo del trequartista sarà fondamentale per l’azione d’attacco. Vero, Battocchio non rende al meglio come trequartista puro, ma nel ruolo, Colantuono predilige giocatori dinamici disposti a svariare tra le linee, e smarcarsi per cercare l’attaccante, oppure la soluzione personale. Battocchio potrebbe diventare all’Udinese ciò che era stato Maxi Moralez all’Atalanta. E sicuramente vedrebbe meglio la porta, musica per un piede così preciso come il suo.

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Creatore e ideatore di questo progetto, Sport House! Nato a Desenzano del Garda nella ridente provincia di Brescia, appassionato fin da piccolo di Pallacanestro e Calcio! Tifosissimo degli Houston Rockets (NBA) e dell'Inter!

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