Tour de France, tredicesima tappa: Van Avermaet dal cuore

Muret-Rodez, tredicesima frazione, quasi 200 km. Salutati nostalgica mente i gloriosi Pirenei, il Tour approccia la fase centrale della gara tutta d’un fiato. Tappa dai due volti, rapido e piano il primo, scoppiettante e difficile il secondo. Mangia e bevi infatti nel finale, strappi a ripetizione e gruppo sfilacciato causa anche una caduta. Peraud coinvolto, coraggiosamente rientrato nel plotone e poi distaccato nel finale, a ribadire come per l’ennesima volta il Tour maledica i suoi stessi rappresentanti nazionali.

Greg Van Avermaet è un corridore che non si può non ammirare. Leonino, spigliato e sempre in prima fila. Ricordo, con malinconica rassegnazione, il suo pianto quest’anno, dopo una delle tante classiche in cui si è spremuto fino al midollo, e in cui è stato nuovamente battuto nel finale, la Roubaix. Tante volte a pochi centimetri dal riconoscimento supremo della propria fatica, ma mai una vittoria a ripagare gli sforzi del volenterosi belga. Il bruciante scatto nel finale di oggi restituisce a Greg tutto ciò che le classiche del Nord gli hanno impietosamente negato: il palpitante sapore del trionfo. Se lo meritava Greg, se lo meritava per il suo smisurato, forse troppo, coraggio e per la sua strenua generosità in sella. Secondo un altro simile per certi versi: Peter Sagan. Sempre lì, sempre a pochi passi dalla gloria, ma per la quarta volta secondo. La maglia Verde è comunque simbolo e pegno della sua indiscutibile continuità. Dietro nel gruppo tutti gli atri big, guidati come al solito dalla predominante presenza di Froome, paladino di questa Grande Boucle. Dietro finalmente un Nibali ritrovato, speriamo frizzante sulle Alpi.

Domani frazione fotocopia: leitmotiv saranno ancora i saliscendi spezza fiato. Tappe decisive, dove perdere metri per forature o incidenti potrebbe rivelarsi sfortuna capitale. Tanta tanta attenzione, la via per i Campi Elisi è ancora ricca di ostacoli.

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Laureando in lettere, ma la mia arrogante personalità spicca soprattutto nel tempo libero, dove mi dedico molto al collezionismo: due di picche e figuracce su tutto. Il mio brillante palmares annovera: 2 coma etilici, 100 passi in partenza, 3 rinvii a giudizio e una smisurata passione per lo sport.

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