Alla caccia di un sogno rosa: Giro d’Italia 2016

Alla caccia di un sogno rosa: Giro d’Italia 2016

Per chi ama il ciclismo, questa è la Vigilia: domani, per la dodicesima volta in terra straniera, scatterà il Giro d’Italia. La corsa rosa, uno dei tre grandi giri, probabilmente il più bello, certamente il più difficile. Apeldoorn, piccola cittadina olandese, avrà l’onore di aprire le danze, con una crono di 9,8 km per le tortuose vie del centro, della novantanovesima edizione del Giro. Un miracolo lungo più di un secolo, da quando Luigi Ganna, con una bici pesante più di 10 chili e su strade che ancora non conoscevano l’asfalto, trionfò nella prima edizione del 1909. Solo i due terribili conflitti novecenteschi hanno smorzato l’inerzia della corsa rosa. Rosa come il colore di quella maglia, indossata per la prima volta nel 1931 da Learco Guerra, la “locomotiva umana”, sogno manifesto di tutti coloro che partiranno domani da Apeldoorn. C’è chi la vuole per primo, come Cancellara (al debutto assoluto all’ultimo anno di carriera), c’è chi la brama almeno per un giorno e, soprattutto, chi desidera averla sulle spalle a Torino il 29 maggio prossimo. Un crogiolo di emozioni, paesaggi, colori e persone, il Giro è questo in sostanza: tre settimane di meravigliosa calca sulle strade, che avvicinano gli eroi al popolo, vero segreto della bellezza di questa corsa.

Percorso

21 frazioni di corsa, di cui 3 a cronometro, per un totale di 3380 km (circa 160 in media per tappa). Si parte con una tre giorni olandese, terra delle piste ciclabili, con la cronometro predetta di Apeldoorn e due giornate relativamente semplici, adatte a velocisti. Attenzione però ai primi inghippi legati al vento, spesso fattore ostile nei territori nordici, e alle strade strette. Poi lunedì di trasferimento fino a Catanzaro, dove la carovana farà scalo per cominciare la sua risalita per la penisola, fra panorami mozzafiato e monumenti della cultura nostrana. Il Giro è anche un modo per conoscere i segreti della nostra terra, e scoprire curiosità sul paese più affascinante che ci sia. Già la quarta frazione, con arrivo a Praia a Mare, nasconde qualche difficoltà. Primo arrivo in salita nella sesta frazione, con arrivo a Roccaraso: qualcuno qui potrebbe cominciare a dare qualche segnale, anche se nella prima settimana la corsa non si vince (ma si può perdere). Primo crocevia fondamentale sarà la nona tappa: cronometro individuale a Chianti (prosegue la feconda tradizione degli ultimi anni di abbinare corse contro il tempo e vini rinomati). 40 km, con ben poca pianura e svariati saliscendi, utile per modellare la classifica. Tappa 14, arrivo a Corvara dopo 6 salite (fra cui Pordoi e Passo Sella, montagna Pantani di quest’edizione), esordio delle grandi montagne. Dà li c’è ben poca tregua: la frazione seguente è infatti una cronoscalata all’Alpe di Siusi, 9 km all’8 % medio, ascesa costante ma con pendenze assai arcigne, una sorta di Golgota delle biciclette. Tappa 18 molto mossa, con arrivo a Pinerolo, che rievoca alla mente la celeberrima impresa del mitico Fausto Coppi, autore nel 1949 di una mastodontica cavalcata in solitaria, che gli valse la vittoria nella corsa di quell’anno. E, soprattutto, la terzultima e penultima tappa, con arrivi inediti a Risoul e Sant’Anna di Vinadio: 6 salite terribili in due giorni, fra cui spicca il Colle dell’Agnello, cima Coppi del Giro con i suoi 2700 metri. L’arrivo di sabato al Santuario sancirà la benedizione divina su chi sarà a quel punto il vincitore della gara, e avrà il giorno dopo la meritata passerella fino a Torino. Un percorso per certi versi meno montagnoso rispetto agli anni passati, ma ben equilibrato e dal copione piuttosto bianco: sarà la fantasia dei corridori a dare forma alla corsa, e quest’anno il parterre è davvero ricco.

Protagonisti:

Dopo due anni di vittorie forestiere, con Quintana e Contador a sollevare il Trofeo senza Fine, l’Italia torna a farsi seria pretendente al trono, con il suo figlio prediletto: Vincenzo Nibali ritorna al Giro dopo il 2013, quando stravinse, e vorrà bissare quella fantastica edizione, segnata dalla vittoria sotto la neve sulle tre Cime di Lavaredo. Il siciliano, dopo un Trentino incolore, è in crescita di condizione ed è il favorito d’obbligo, anche perché il percorso gli si addice particolarmente. Ma i rivali sono ben agguerriti: a partire da Mikel Landa, terzo lo scorso anno e ora capitano del Team Sky. In salita è apparso in condizione scintillante, forse troppo, perché la terza e decisiva settimana è ancora lontana. Il suo tallone d’Achille sarà la crono di Chianti, specialità in cui paga dazio pesantissimo. Attenzione all’altro spagnolo, Alejandro Valverde, al debutto nella corsa rosa: il fenomeno di Murcia si presenta col morale a mille dopo aver vinto la Freccia e ben motivato dall’assenza di salite tipo il Mortirolo, ostacoli troppo ostici per lui. Il corridore Movistar è comunque un gradino sotto i primi due, ma attenzione perché Valverde è come un vino pregiato, migliora invecchiando. Outsider: un’infinità, da Dumoulin a Pozzovivo, da Majka al vincitore del 2012 Hesjedal, passando per Chaves, il giovane Formolo e Uran Uran, due volte secondo. Per le volate, che saranno parecchie, da tenere d’occhio Greipel e Demare, vincitore dell’ultima Milano Sanremo, e Nizzolo, l’anno scorso maglia Rossa della classifica a punti. Per le singole tappe si sottolineano i soliti noti, coraggiosi, delle fughe: De Marchi, Pirazzi, Zakarin e Cunego. Attenzione pure alla fantasia di Ulissi, Cancellara, Battaglin. Ne mancano tanti altri, ma sono davvero troppi. Godiamoci fino in fondo il tripudio di emozioni che ci aspettano in tre settimane di fuoco, aspettando con ansia chi solleverà il Trofeo senza Fine e sfilerà sotto la Mole in maglia rosa. Senza fine sarà la fatica degli eroi che si daranno battaglia, senza fine pure la nostra passione per l’evento sportivo più bello che ci sia: il Giro d’Italia. 

About The Author

Laureando in lettere, ma la mia arrogante personalità spicca soprattutto nel tempo libero, dove mi dedico molto al collezionismo: due di picche e figuracce su tutto. Il mio brillante palmares annovera: 2 coma etilici, 100 passi in partenza, 3 rinvii a giudizio e una smisurata passione per lo sport.

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