Tour de France: Ottava Tappa

“Il Giro della Morte”, nome che riassume topograficamente le salite leggendarie dei Pirenei: Tourmalet, Val Lauron Azet e Peyresourde, tornanti che cent’anni fa raccontavano un ciclismo sterrato ed epico, e che dopo un secolo continuano a rappresentare un ostacolo sommo e terribile per le ambizioni degli atleti in bicicletta. Si arriva, giù dal Peyresourde, a Bagneres de Lauchon, dopo 15 km di picchiata a velocità intorno agli 80 km/h. Tappa pirenaica per eccellenza, mentre domani si salirà fino ad Andorra, per un traguardo abbastanza sui generis: una due giorni comunque decisiva, che svelerà tanti dei rebus intorno alle condizioni di forma dei leader della corsa.

La corsa ha un andamento insolito, almeno nei primi km di corsa: il gruppo non lascia andare nessuno lungo le rampe iniziali, tanto che solo approcciando il Tourmalet Majka, Tony Martin e il grande deluso di ieri, Pinot, riescono a sganciarsi dal controllo ferreo del plotone. Il tentativo è alquanto velleitario, e i 3 vengono riassorbiti sulla penultima difficoltà di giornata, il Col du Val Lauron Azet, mentre la Sky gestisce il ritmo di corsa con il solito, martellante, incedere. Il testa a testa fra i big è quindi rimandato agli ultimi 7 km al 7,5 %, il Col du Peyresourde: è ancora il Team Sky a comandare un gruppo limitato a una 30 di unità, guidato dall’asfisiante passo di Nieve. In un costante crescendo di pendenze e attesa, la corsa esplode negli ultimi 4000 metri: Henao e Valverde anticipano le mosse dei due favoriti d’obbligo: Froome e Quintana finalmente gettano il guanto di sfida, con una serie devastante di affondi e allunghi. Ottima però la risposta dei rivali: Bardet, Aru, Porte, Van Garderen e un sorprendente Daniel Martin replicano ai due giganti. Cede invece Alberto Contador, snaturato in una posizione strappata e tutt’altro che elegante, il dolore alla spalla inibisce la meravigliosa danza del madrileno, che scollina 1 minuto dopo i migliori. La corsa si decide, secondo un copione innovativo e piacevole, nei primi metri di discesa: Froome stupisce Quintana, e tutti gli altri di conseguenza, attaccando giù dal Peyresourde con coraggio e fantasia. Schiacciato sul manubrio, insolitamente aggressivo, il keniano bianco rompe con violenti tornanti la monotonia una discesa abbastanza insignificante, rispondendo implicitamente alle critiche di quanti considerano il suo modo di correre troppo standard e anti spettacolare. Froome dà uno schiaffo morale ai rivali, perché il distacco all’arrivo è abbastanza risicato (13 secondi), e il britannico, scomposto in un grido di gioia, ha speso sicuramente molto di più rispetto a chi ora lo insegue in classifica, ma la bellicosità del 2 volte vincitore fa paura.

Froome strappa la maglia gialla a Van Avermaet, attardato di mezz’ora, e precede gli altri rivali di una ventina di secondi (a partire dagli ottimi Martin E Rodriguez). Domani si arriva in salita, le cose potranno già cambiare e, perché no, qualcuno dovrà rispondere pan per focaccia al nuovo Chris Froome. Giusto Nairo?

About The Author

Laureando in lettere, ma la mia arrogante personalità spicca soprattutto nel tempo libero, dove mi dedico molto al collezionismo: due di picche e figuracce su tutto. Il mio brillante palmares annovera: 2 coma etilici, 100 passi in partenza, 3 rinvii a giudizio e una smisurata passione per lo sport.

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *