Tour de France, Diciassettesima Tappa: Onnipotenza inglese

Tour de France, Diciassettesima Tappa: Onnipotenza inglese

L’attesa, logorante e colma di speranza, è conclusa: le Alpi del massiccio del Monte Bianco, incastonate fra ghiacci e tornanti alquanto ripidi, si stagliano all’orizzonte, metaforico tramonto del Tour de France. Un tramonto lungo 4 giorni, in cui ci sarà tanto terreno per dare una veemente scossa ad una Grande Boucle mai come quest’anno alle mercé dello strapotere di Froome e del Team Sky. Qualcuno avrà il coraggio e, soprattutto, le gambe, per scalfire l’apparente guscio inattaccabile della compagine britannica? Le ultime due salite di giornata alimentano la flebile speranza del pubblico, bramoso di emozioni genuine: Col du la Forclaz (13 km al 7,9 %), lunga e costante, prima di 7 km di fulminea discesa e la finale scalata all’arrivo inedito della diga di Finhaut-Emosson (10,4 al 8,4%), altra rampa terribile.

Ancora una volta è una fuga a movimentare la prima parte della corsa: Pantano, Majka, Zakarin sono i soliti sospetti, sempre prodighi di fatica. L’Italia si affida al gracile fisico di Domenico Pozzovivo, altro generoso spesso in avanscoperta. Trascinata dalla forsennata andatura di Peter Sagan, a caccia di punti per la quinta maglia verde consecutiva, la fuga guadagna sino a 12 minuti di vantaggio, perciò per l’ennesima volta saranno due le corse in parallelo, per godersi il successo di tappa e per smuovere la generale. Pantano sciorina le eccellenti doti da discesista, affondando il colpo giù dal Forclaz e scappando via insieme a Majka. Stavolta però le lenti a contatto non frenano il ritmo di Zakarin, superbo lungo l’ascesa alla diga di Emosson: prima rimonta con passo vigoroso i due attaccanti, staccandoli infine con un altro scatto secco. La rampa finale è talmente impervia che il russo, nel tentativo di chiudere la maglietta, rischia di ribaltarsi. Ma sul traguardo di Finhaut il corridore della Katusha può finalmente sorridere, lasciandosi alle spalle la disastrosa caduta del Giro, microcosmo delle sue recenti sfortune. Pantano chiude secondo, sulla scia della vittoria di domenica, mentre Majka ipoteca la maglia a pois con il podio di giornata.

Nel frattempo dietro l’Astana spezza ancora la monotonia del dominio Sky, imponendo un ritmo assai forsennato con un Nibali finalmente brillante. Diego Rosa però mantiene la testa solamente per 1 km, lasciando Aru nel limbo: il sardo non scatta, così gli scudieri di Froomy tornano a imporre la loro andatura inarginabile. Si muovono i big, ma solo Porte riesce realmente a cambiare andatura. Il tasmaniano guadagna 50 metri, raggiunto dalla solita frullata della maglia gialla, accortosi dell’ennesima giornata no di Quintana. Froome non fa la differenza in salita, ma in fondo non ne ha la necessità: anche oggi guadagna secondi, e il gruzzolo di vantaggio che amplia con puntuale costanza (10″ su Yates, rivelazione, 19″ su Aru, 28″ su un irriconoscibile Quintana e 40″ sul secondo della classe, Mollema) si trasfigura in un solco insormontabile per i rivali, rassegnati alla prepotenza della Sky e all’incapacità fisica di superare la soglia di watt che i britannici impongono sotto sforzo. Lo scatto è pirresco: puoi guadagnare 30, 40 metri, ma ben presto l’andatura è insopportabile, e vieni fagocitato dal mostro Sky.

Nulla da fare, per la quarta volta nell’ultimo lustro il colosso britannico gestisce la corsa con snervante superiorità. Mancano comunque 3 giorni d’alta montagna e gli imprevisti si appostano malevoli ad ogni tornante. Domani ci sarà una difficile cronoscalata di 17 km, chi oggi è andato troppo fuori giri potrebbe pagare dazio pesantissimo. Forse l’unico modo per muovere una corsa che sembra livellata nelle prime posizioni, dato che il tempo è rivale più ostico di ogni avversario. Per l’ennesima volta il favorito sarà Chris Froome, mattatore della corsa, anche se il Porte visto oggi è qualitativamente d’alto lignaggio. Resta da assegnare la lotta per il podio, che sarà molto gustosa.

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Laureando in lettere, ma la mia arrogante personalità spicca soprattutto nel tempo libero, dove mi dedico molto al collezionismo: due di picche e figuracce su tutto. Il mio brillante palmares annovera: 2 coma etilici, 100 passi in partenza, 3 rinvii a giudizio e una smisurata passione per lo sport.

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