Vuelta, Ottava Tappa: StraordiNairo

Vuelta, Ottava Tappa: StraordiNairo

È afoso il pomeriggio spagnolo, una calura secca accompagna lo svolgersi dell’ottava frazione della Vuelta: si arriva a La Camperona, sulla Cordigliera Cantabrica, un’ascesa assassina. La spesso incomprensibile organizzazione spagnola ha compiuto l’ennesimo pasticciaccio: tappa praticamente insignificante per 170 km, un accumulo snervante di pianura e vialoni monotoni, salvo incendiare la corsa negli ultimi 8 km. La Camperona infatti è salita dai due volti: i primi 4000 metri arridono ad atleti di questo calibro, docili e accomondanti, ma il sorriso si trasfigura in ghigno diabolico nei restanti 4 km, con tratti a pendenze abbaccinanti, che scollinano il 20%. Sull’autentico muro conclusivo si vedrà presumibilmente il primo faccia a faccia fra gli uomini di classifica, in particolare c’è curiosità per le condizioni di Contador, ormai abituato alle impronte sull’asfalto, strusciatosi anche ieri.

La noia mortale della prima parte di corsa è attenuata dalla fuga di giornata, dove si inseriscono corridori interessanti come Domant e Lagutin, anche l’azzurro spicca, grazie a Mattia Cattaneo della Lampre. Gli attaccanti hanno vita facile, la BMC del leader Atapuma non ha interesse a controllare la situazione, e anche i big della generale preferiscono risparmiare i gregari, in vista degli ultimi, concitati, minuti di corsa. E così i fuggitivi riescono a racimolare 10 minuti di vantaggio, ovvero la certezza di giocarsi il successo di tappa. Il primo a muoversi a La Camperona è Restrepo, della Katusha, ma il colombiano paga il muro conclusivo, e in breve è riassorbito dal compagno di squadra Lagutin, seguito a ruota da Domont e Quemeneur. Negli ultimi 500, interminabili metri si riaffaccia sulla testa della corsa anche un ottimo Cattaneo, bravo a gestirsi: l’alfiere italico però paga lo sforzo e non può impegnarsi nella volata al rallentatore che sancisce la vittoria, netta, di un Lagutin straripante. 10″ dietro si piazza Domont, terzo Quemeneur, quarto appunto Cattaneo. Per l’uzbeko, alla veneranda età di 35 anni, è sicuramente la vittoria più importante della carriera da professionista, che prometteva bene dopo il Mondiale trionfale fra i dilettanti a Hamilton (2003) e invece non ha mantenuto le premesse rosee.

Rosse erano invece le premesse per lo scontro a fuoco fra gli uomini di classifica, rosse come la casacca del leader, Atapuma, appannato però già dopo i primi screzi e destinato a cedere la leadership, rossi anche gli occhi di Nairo Quintana: il colombiano, concluso al terzo post un Tour quasi ridicolo per le sue straripanti possibilità, ha dribblato la prova in linea a Rio per preparare questa Vuelta, alla ricerca del riscatto dopo l’onta francese. E oggi, dopo aver saggiamente fatto scatenare il frullio del rivale Froome, ha agilmente infilato il britannico con un’accelerazione portentosa, scaricando sui pedali tutta la rabbia accumulata in terra francese: il miglior scalatore del mondo ha ritrovato sé stesso dopo un’annata in controluce, andando a conquistare la maglia rossa davanti a un redivivo Contador (27″) e a un Froomy scardinato delle sue certezze, giunto con 33″ di ritardo insieme al mai domo Valverde e a Pardilla. Esteban Chaves paga invece quasi un minuto, dopo che stamani era partito con lo stesso tempo del conterraneo in maglia Movistar.

Si scombussola così, alla prima occasione buona, la classifica generale: Quintana è leader, alle sue spalle, a soli 19″, c’è il fido compagno d’avventure Valverde, mentre Froome è saldo a 27″, tutt’altro che convinto ad alzare bandiera bianca. Chaves è quindi quarto a 57″, davanti a Koenig (1′ e 16″) e a Contador (1′ e 39″), che merita un encomio per lo sforzo profuso: nonostante le cadute tentino di scalfirlo, il madrileno ricorda a tutti la strenua resistenza del suo animo, temprato da mille battaglie e da sette Grand Tour. Ci sarà ancora battaglia, statene certi, probabilmente già domani sull’Alto de Naranco, dopo saliscendi a volontà; certo è che la prova di forza di Nairo Quintana ha strapazzato le convinzioni dei suoi avversari per la lotta alla Roja.

 

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Laureando in lettere, ma la mia arrogante personalità spicca soprattutto nel tempo libero, dove mi dedico molto al collezionismo: due di picche e figuracce su tutto. Il mio brillante palmares annovera: 2 coma etilici, 100 passi in partenza, 3 rinvii a giudizio e una smisurata passione per lo sport.

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