Vuelta 2016, Diciassettesima Tappa: L’inferno parla svizzero

Vuelta 2016, Diciassettesima Tappa: L’inferno parla svizzero

Riposate le gambe, affaticate da 2 settimane di scontri titanici, il gruppo riprende il sacro pellegrinaggio che porterà la carovana rossa a Madrid: guarda caso si sale anche oggi, ai Camins de Penyagolosa. Qualche burlone ha pensato bene di celebrare l’arrivo dei corridori con una scritta dal sapore dantesco, “Bienvenidos a los infiernos”: e in fondo non ha nemmeno tutti i torti lo scriba con lo spray, considerando che i 3,8 km che precedono il traguardo si inerpicano al 12% medio, con punte che scollinano il 20%. Un quarto d’ora d’agonia, una sofferenza immeritata.

Come da copione, il plotone ha poco interesse a controllare la corsa, e così la fuga (ben assortita quantitativamente e qualitativamente) ha carta bianca. Ai piedi dei Camins si presentano all’attacco Cataldo e Frank, inseguiti a una ventina di secondi dal resto dell’avanscoperta. Il gruppo, guidato dall’Orica di Yates e Chaves, insegue a 5 minuti, blando ma concentrato sull’esplosione d’adrenalina finale. Da buon svizzero intanto, Frank capisce di non poter tardare con l’appuntamento apice della sua onesta carriera. Il corridore IAM saluta un Cataldo generoso (sesto alla fine), involandosi con ritmo spavaldo verso il trionfo nel vestibolo infernale. Dietro Gesink, olandese scopertosi atleta spettacolare dopo una carriera da top ten e un’operazione al cuore, è ancora all’attacco, ricucisce lo svantaggio, mentre è Konig, alfiere Sky, a tentare il ricongiungimento, fallito per 5 secondi. Mathias Frank esulta, è l’unico probabilmente che ricorderà con gaia soddisfazione un quarto d’ora altrimenti diabolico.

Dietro è Alberto Contador -e chi altrimenti?- a tentare di smuovere la corta classifica alle spalle del rilassato Quintana. La danza del Pistolero scuote Chaves dal torpore: il colombiano in salita è delizia per gli occhi, scalatore di rango purissimo, mentre Froome sembra  pagar dazio. Ma l’impronosticabile britannico ondeggia pericolosamente sul filo del crollo, salvo ricongiungersi alle code dei 3 rivali (inutile dire come Quintana segua Chaves e Contador con facilità irrisoria) con frullate schizofreniche. E così le gole dell’inferno non fanno vittime: i fab four si scortano vicendevolmente sul traguardo, probabilmente sarà la crono a decidere il podio. Il primo posto, quello no, è saldo nelle gracili braccia di Nairo Quintana.

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Laureando in lettere, ma la mia arrogante personalità spicca soprattutto nel tempo libero, dove mi dedico molto al collezionismo: due di picche e figuracce su tutto. Il mio brillante palmares annovera: 2 coma etilici, 100 passi in partenza, 3 rinvii a giudizio e una smisurata passione per lo sport.

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