Tirreno Adriatico, Seconda Tappa

La Tirreno Adriatico non è come Paganini, quando capita ripete volentieri. E Paolo Bettini disegna una corsa, da Camaiore a Pomarance, già apprezzata lo scorso anno nel suo dipanarsi fra Serrazzano, Volterra e Val di Cecina: rispetto al 2016 però, l’erta conclusiva a Pomarance (5 km in dolce, ma costante ascesa) è affrontata dal versante opposto, meno tortuoso. Un traguardo affascinante, che ricorda una classica: non è dunque un caso che i favoriti siano sostanzialmente i protagonisti delle Strade Bianche di sabato scorso. Van Avermaet e Sagan i velocisti più adatti a resistere a certi strappi, Stybar (vincente lo scorso anno), Kwiatkowski, Wellens i più talentuosi e qualche alfiere azzurro (Felline, Trentin e Moscon) fra gli outsider.

I primi 100 km, piatti e monotoni, sono caratterizzati dalla fuga di giornata, composta da sei atleti: davanti troviamo infatti Hugo Houle (Ag2r La Mondiale), Davide Ballerini, Raffaello Bonusi (Androni – Sidermec), Mirco Maestri (Bardiani – CSF), Alan Marangoni (NIPPO – Fantini), Charles Planet (Team Novo Nordisk). La feconda collaborazione non può nulla alle impressionanti trenate del gruppo, che fagocita, impietosamente, gli attaccanti a circa 30 km dall’arrivo della frazione (lunghissima, quasi 230 km). Il ritmo, condotto dalla BMC del leader Caruso e del favorito Van Avermaet, è intenso e perpetuo, lancinante a questo punto della stagione. Nel tratto d’esordio della salita conclusiva lo stesso Sagan, reduce da una settimana febbricitante, sembra andare in crisi, mentre Nibali e Quintana screziano, anticipando le lotte di maggio. L’affondo decisivo lo sferra Geraint Thomas però, seguito a ruota da Jungels e dallo stesso Caruso. Un’indecisione alle spalle del britannico, dettata forse da eccessivo attendismo dei pedalatori di rango più elevato, incensa la fatica dell’alfiere Sky: Thomas detta legge nei 3ooo metri finali in falsopiano, esultanto a braccia alzate a Pomarance, davanti al rientrante gruppo dove il mai domo Sagan, ritrovata la gamba, anticipa Van Avermaet, ma solo per il terzo posto: nel frattempo infatti un ottimo Domoulin, tutto solo, griffa la seconda piazza.

Vittoria dunque per Thomas: l’inglese salva il lignaggio del Team Sky, ieri incappato in una clamorosa defaillance, a causa della rovinosa caduta di Moscon e del balbettante passo di Landa. Proprio il vincitore odierno non aveva mancato ieri di scagliare una frecciatina al compagno, ma rivale, con cui si attendonò scintille al Giro d’Italia, dove entrambi partiranno per fare classifica. Van Avermaet, meglio piazzato di Caruso, gli sottrae la casacca di primo della classe (ruolo che interpretò fino in fondo lo scorso anno). Da segnalare infine un Quintana piuttosto brillante, un Nibali grintoso e un Aru abbastanza desaparecido: tutte indicazioni per la futura corsa rosa, da prendere però, ovviamente, con le pinze.ù

In Francia si è corsa invece la quinta frazione della Parigi Nizza, decisamente più incolore: solita volata a ranghi compatti che incorona stavolta il Gorilla. Andre Greipel anticipa infatti Demare, Groenewegen, Matthews e Degenkolb, mentre il primo degli azzurri è ancora Colbrelli, nono. In classifica tutto resta invariato: Alaphilippe indossa ancora la maglia gialla.

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Laureando in lettere, ma la mia arrogante personalità spicca soprattutto nel tempo libero, dove mi dedico molto al collezionismo: due di picche e figuracce su tutto. Il mio brillante palmares annovera: 2 coma etilici, 100 passi in partenza, 3 rinvii a giudizio e una smisurata passione per lo sport.

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