MotoGP, Gara Austria: Capolavoro di Dovizioso che sbanca in Austria

Lo scorso anno ha lasciato l’Austria con l’amaro in bocca, perché quel secondo posto alle spalle di Iannone aveva il sapore di una beffa vera e propria. Andrea Dovizioso però non ha mai voluto saperne di arrendersi, perché il tempo e il lavoro gli hanno dato ragione. Ecco quindi arrivare la vittoria di Sepang, a ottobre, a cui sono seguite quelle del Mugello e Catalunya in questa stagione.

Con l’Austria però il conto era aperto, ma questa volta l’ha saldato, prendendosi anche gli interessi. Un successo da fenomeno quello del portacolori Ducati, al termine di un testa a testa incandescente con Marquez a colpi di sorpassi e controsorpassi.

Lo spagnolo non gli ha dato tregua, ma Dovi non si è mai tirato indietro, rispondendo a colpi di sciabola e fioretto. Una sfida sui nervi quella con il re delle staccate e del corpo a corpo, decisa all’ultima curva, dove il forlivese ha risposto all’attacco del cinque volte iridato, conquistando il terzo successo stagionale.

Giù il cappello per lui, perchè questa è una vittoria da 10 e lode: “Sono molto felice per il risultato  -ha esordito l’alfiere di Borgo Panigale – la Ducati è stata fantastica, una bellissima battaglia con Marc. Sapevo che all’ultima curva mi avrebbe attaccato, ma io ho evitato di frenare. In seguito sono riuscito a sorpassarlo e vincere”.

Lo spagnolo della Honda deve quindi accontentarsi della seconda piazza: “Penso sia stata una grandissima battaglia, ho spinto al massimo – ha commentato il 93 – ho cercato di gestire al meglio la gomma posteriore, però ho faticato. L’ultima curva l’ho fatta al limite, ma non è bastato”.   

Sul podio anche Dani Pedrosa, che nella seconda parte di gara ha fatto valere il proprio ritmo: “E’ stato un fine settimana complicato, sono dovuto addirittura passare dalla Q1 – ha commentato lo spagnolo – all’inizio faticavo sul passo, poi sono riuscito a trovare il gap e ricucire il distacco. Peccato per il finale, la moto slittava troppo”.  

Resta giù dal podio invece Jorge Lorenzo, che al via della corsa era scattato come un fulmine, ma poi ha dovuto fare i conti con il ritorno di Dovizioso e delle Honda. Da dimenticare invece la domenica delle Yamaha Factory, battute addirittura da quella del team Tech3 di Johann Zarco.

Il francese è quinto seguito da Vinales e Rossi, che mai sono riusciti ad essere della partita tranne che nelle prime tornate. Alle spalle del Dottore c’è Bautista, seguito da Baz e Kallio.  

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Stoner,Scandone e Inter. Tutto il resto è noia.

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