F1, FP Monza: Mercedes davanti ma le Ferrari sono attaccate

#FP1:

Le due Mercedes mostrano subito le loro credenziali a Monza. Lewis Hamilton è stato il più veloce nella prima sessione delle prove libere del GP d’talia con il tempo di 1’21″537 che, con le gomme Supersoft, è arrivato a quattro decimi dalla pole dello scorso anno. Alle spalle dell’inglese è spuntato Valtteri Bottas che ha messo la seconda W08 a 435 millesimi rispettando i piani di chi si aspetta le due frecce d’argento davanti a tutti.

Tutti gli altri sono rimasti lontanissimi dalle Mercedes, con le Red Bull che incalzano le due Ferrari. Il fatto che le due monoposto di Milton Keynes siano a ridosso delle Rosse testimonia il fatto che a Maranello hanno deciso di iniziare il week end di casa con una mappatura delle power unit molto prudente. Sebastian Vettel, prima che iniziasse a piovere nel finale di turno, si è beccato un distacco di 1″115 con il tempo di 1’22″652. Troppo anche per la super Mercedes…

La squadra del Cavallino ha deciso di usare il motore 3 nel “tempio della velocità” che ha fatto il suo debutto a Silverstone e che è già stato sfruttato a dovere a Spa, per cui il team ha preferito puntare su un approccio graduale (i due piloti, però hanno effetuato delle prove di partenza sull’asfalto bagnato). Il tedesco ha preceduto Kimi Raikkonen di appena 37 millesimi di secondo, ma sente alitare sul collo le RB13 con Daniel Ricciardo, quinto, che è riuscito a stare davanti a Max Verstappen.

L’australiano ha siglato un 1’22″742 lasciando l’olandese ad appena 7 millesimi. La Red Bull ha deciso di penalizzare la gara italiana dei suoi due piloti che cambieranno delle parti della loro power unit Tag Heuer (Renault). Ricciardo pagherà 20 posizioni in griglia, mentre Verstappen dovrà rinunciare a 15 piazze.

Settima e ottava posizione per le due Force India: Sergio Perez e Esteban Ocon sono di nuovo a contatto, dopo i due incidenti che li ha visti protagonisti a Spa. I due hanno assicurato che non si faranno più la guerra, ma collaboreranno a favore del team di Silverstone. Il messicano che si è lamentato di problemi al casco è stat davanti al francese di mezzo secondo, ma i due piloti avevano configurazioni diverse.

La top ten è stata completata da Vandoorne nono con la McLaren e Felipe Massa con la Williams. Alonso, invece, ha consluso 15esimo, ma ha interrotto la sessione in leggero anticipo per permettere ai meccanici di montare una power unit con specifica più vecchia dopo aver provato la più nuova che gli costerà 35 posizioni sulla griglia di partenza. Abbiamo visto lo spagnolo provare il gioco delle scie con lo spagnolo che ha trainato Vandoorne sul rettilineo d’arrivo, dopo che Fernando ne aveva beneficiato a Spa. Il belga ne ha approfittato sparando un buon 1’23″465-

Carlos Sainz, autore di un testacoda alla staccata della Parabolica, con la Toro Rosso è 11esimo grazie a 1’23″680, con Daniil Kvyat 14esimo. Lo spagnolo che compie oggi 23 anni cambierà la MGU-H sulla sua STR12.

Non si è visto in pista Antonio Giovinazzi sulla Haas: la squadra americana ha preferito far girare Kevin Magnussen (12esimo) dal momento che nel pomeriggio è prevista pioggia e il danese si sarebbe trovato nella situazione di non poter lavorare sull’assetto nell’unica pista a minimo carico aerodinamico. Il pilota italiano avrà modo di rifarsi a Singapore, aggiungendo la sua presenza in quell’appuntamento che non era in programma.

Magnussen ha fatto meglio di Romain Grosjean solo 18esimo. In difficoltà le due Renault con Nico Hulkenberg e Jolyon Palmer davanti con la R.S.31 solo alle due Sauber, mentre nel paddock è arrivato Robert Kubica che è tornato a vivere un GP in prima persona dopo l’incidente al Rally Ronde di Andora.

 

#FP2:

La Mercedes si conferma in testa, ma la Ferrari si è avvicinata molto. La novità della seconda sessione di prove libere del GP d’Italia è che Valtteri Bottas è riuscito a mettere la sua W08 davanti a quella del compagno di squadra, Lewis Hamilton di 56 millesimi di secondo, in un turno caratterizzato dal sole e dal caldo (la temperatura dell’asfalto è aumentata di 12 gradi rispetto al mattino).

Il finlandese, con una guida più pulita di quella molto aggressiva del tre volte campione del mondo, ha ottenuto con gomme Supersoft un tempo di 1’21″406, mentre il compagno di squadra è arrivato a 1’21″462 pur mettendo due ruote oltre la pista alla Roggia. Lewis si è lamentato del surriscaldamento dei freni posteriori, segno che non è stato ancora trovato il giusto bilanciamento aerodinamico.

Le frecce d’argento in condizione da qualifica dettano la loro legge, come era del resto previsto, ma le due Ferrari hanno quasi azzerato il gap di un secondo che si era visto in mattinata, quando le Rosse erano entrate in pista in una configurazione molto conservativa.

Sebastian Vettel ha contenuto a poco più di un decimo il distacco dalla Mercedes di Valtteri Bottas, rivelando che la Rossa è in grado di fare la sua bella figura anche a Monza nel “tempio della velocità”, mentre ha fatto un po’ più di fatica Kimi Raikkonen che non è andato oltre a 1’21″804, rimediando quasi tre decimi dal leader del campionato mondiale piloti.

Le prime quattro monoposto hanno scavato un solco con tutte le altre vetture: la Red Bull anziché agganciarsi ai due top team rischia di essere risucchiata nel gruppo di centro. Max Verstappen con 1’22″409 ha rimediato un distacco di un secondo dalla vetta, rivelando la mancanza di potenza del motore Tag Heuer (Renault). Il team di Milton Keynes ha scelto un’ala posteriore molto scarica per puntare a velocità massime non troppo penalizzate in fondo ai lunghi rettilinei.

L’olandese è tornato a stare davanti a Daniel: l’australiano, che è stato fra i primi piloti a girare in assetto da qualifica, ha rimediato tre decimi da Max, dopo uno spettacolare traversone all’Ascari. Positiva la prestazione delle due McLaren con Stoffel Vandoorne addirittura settimo davanti a Fernando Alonso, con i due piloti che si sono tirati le scie staccati di appena 51 millesimi di secondo.

Le due MCL32 aiutandosi hanno raggiunto una soglia di prestazione degna della Force India di Esteban Ocon: il francese, nono, ha colto un 1’22″977, lasciando Felipe Massa a otto millesimi di secondo con la Williams.

Carlos Sainz ha festeggiato il compleanno dei 23 anni con dei segnali di fumo: lo spagnolo ha dovuto accostare la sua Toro Rosso all’Ascari per la rottura del motore Renault della sua STR12 non appena aveva iniziato la sua simulazione di gara, dopo aver confermato l’11esimo posto del primo turno nella versione da qualifica, mentre Daniil Kvyat è precipitato al 18esimo posto con un’ala posteriore di diverso disegno più carica.

In ripresa la Renault dopo il pessimo avvio della mattinata Nico Hulkenberg e Jolyon Palmer hanno marciato du conserva al 12esimo e 13esimo posto, davanti ai deludenti Sergio Perez (Force India) e Lance Stroll (Williams) non particolarmente a suo agio su una pista a basso carico aerodinamico.

Poca gloria per le Haas con Kevin Magnussen che ha subito il cedimento della sospensione posteriore sinistra all’uscita della seconda curva di Lesmo, per le sollecitazioni ai quali i cinematismi sono sottoposti sui cordoli affrontati ad alta velocità.

 

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Stoner,Scandone e Inter. Tutto il resto è noia.

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